Una vacanza a sorpresa

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  • Pubblicato: 04/09/2011
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La storia che sto per raccontare è in parte vera, da me vissuta a metà degli anni ottanta e trasposta ai giorni nostri. Io ero il personaggio che qui ho chiamato Francis.
L'ho chiaramente arricchita di episodi e di personaggi frutto della mia fantasia, ma qualcosa di quello che è successo in un pomeriggio di aprile nella camera di una piccola pensione pugliese, è autentico.

Isabella: impiegata depressa.
Francis: suo fidanzato, ingegnere.
Angelica: ricercatrice, frizzante, trasgressiva.
Max: sportivo siciliano
Il mare di Otranto

Dei personaggi che fanno parte di questa storia, i più emblematico è Isabella., una ragazza abbastanza carina, capelli e occhi castani, fisico armonioso da atleta, ma timida e introversa, impiegata in una agenzia assicurativa di Torino
Aveva avuto la prima esperienza sessuale verso i diciassette anni, che l'aveva lasciata delusa. All'università si era follemente innamorata di un professore di economia di trent'anni più grande di lei. Un uomo non bello, fisicamente insignificante, ma che su di lei aveva esercitato un immenso fascino. E Isabella andava ogni volta in estasi, sia quando facevano l'amore nell'appartamento che lui aveva in città, modernissimo, dotato delle più sofisticate apparecchiature High Tech, oppure nella casa in Costa Azzurra arredata in stile provenzale. A volte lo seguiva quando teneva lezioni all'università di Perugia e si rifugiavano in una vecchia locanda medievale, che aveva mantenuto il fascino dei secoli passati.
Il professore l'aveva conquistata con la dolcezza. Anche se non era molto dotato sessualmente, almeno così' sembrava a lei, compensava questa sua deficienza con la sensibilità delle parole, la delicatezza del tocco, il tono della voce, la capacità di ascoltarla. Per Isabella erano dei potenti afrodisiaci.
Poi la storia finì. Fu lui a troncarla, e Isabella, da allora, non volle più saperne di uomini. Passano dieci anni prima di incontrare Francis, allo stadio, durante gli allenamenti di atletica leggera.

Francis le propone di sospendere per una settimana il lavoro e abbandonare le nebbie padane per trascorrere una vacanza in un bed & breakfast nei pressi di Otranto, in una località nota come Torre dell'Orso, approfittando della primavera pugliese che sopraggiunge con il fascino del primo caldo.
Isabella è depressa, e gradisce l'idea per non stare da sola.
Fino a quel momento aveva concesso solo qualche bacio, ma si era irrigidita ogni volta che le mani di Francis osavano toccarla dove non gradiva. Non era ancora riuscito né a vedere né a sentire come fosse fatta, sempre bardata in tute, casacche e piumini. Aveva un portamento molto maschile, accentuato dal taglio cortissimo dei capelli. Era come un maschio effeminato.
La camera è esposta sul mare con un terrazzo che si affaccia sulla piccola spiaggia privata.
La camera a fianco è occupata da una giovane donna. Anche lei ha scelto Torre dell'Orso per staccare dal lavoro di ricercatrice universitaria. Isabella la incontra mentre scendono in spiaggia. Si chiama Angelica, ha sui 35 anni, molto magra, capelli ricci nerissimi, indossa dei mini short di jeans sfilacciati talmente corti da confonderli con degli slip. Invece il costume da bagno esalta meglio le forme. La tipica falsa magra.
Anche Isabella fa la sua bella figura in un castigato costume intero a fiori, che sta incollato al suo fisico muscoloso, accentuando il pube, molto prominente, da far sospettare che lì sotto ci fosse qualcosa di troppo.
Francis e Isabella trascorrono il primo giorno nel più assoluto riposo, lui si rifugia nella lettura, mentre Isabella se ne va per conto suo a fare lunghe passeggiate solitarie. Dopo cena, che consumano in una tipica trattoria della costa, rientrano in camera.
Francis spera che ostriche, vino bianco, musica ed i profumi della primavera risveglino i sensi della ragazza. Ma non è così. Infilatosi il pigiamone, dopo pochi minuti Isabella si addormenta.

ANGELICA
Anche Angelica, la loro vicina, resta in camera, ma non si addormenta presto.
Ha un carattere frizzante, trasmette simpatia fin dal primo momento.
Il pomeriggio del giorno successivo si avventura per i sentieri che costeggiano la scogliera disseminata di graziose spiagge, per lo più occupate da giovani coppie che desiderano la tranquillità.
In una di queste un ragazzo ed una fanciulla fanno il bagno fra gli scogli, immersi fino al collo giocano e ridono divertiti. Escono dall'acqua completamente nudi. Sono giovanissimi, almeno a giudicare dai seni appena accennati della ragazzina e dal corpo efebico dalla pelle glabra del maschio. Pare che stiano facendo una trasgressione più grande di loro, bucando la scuola per abbandonarsi a sensazioni proibite. Si coricano sulla sabbia calda e si appiccicano in lunghi baci ed abbracci.
Sembra che sia la prima volta che esplorano un corpo nudo dell'altro sesso. Si toccano con curiosità ed imbarazzo. Sono carini e fanno tenerezza.
Il fatto di spiarli a loro insaputa eccita enormemente Angelica.
Il ragazzo si inginocchia davanti a lei e le mette una mano tra i peli del pube. La massaggia piano piano.
La ragazzina allarga le gambe, si lascia guardare e poi toccare delicatamente. Le piace quando le separa le labbra e le tocca il clitoride.
E' poi lei a giocare con il pene ancora piccolo ma graziosissimo, per lasciarselo sfregare sul ventre appena si indurisce. Gli si strofina contro con tutto il corpo, con una sensualità animalesca, godendo dell'attrito. Il ragazzo si muove con spinte leggere, come se stessero eseguendo un balletto. Tutta la zona del sesso di lei è eccitata, perché sente i testicoli che colpiscono mollemente e ritmicamente proprio sotto, fra le cosce, sull'orlo delle labbra, e il pene che sfrega contro il suo pube solleticando il clitoride.
“Beati loro” pensa sospirando Angelica. Torna nella spiaggia della pensione dove trova Isabella e Francis .
Dal mare dopo una vigorosa nuotata emerge un giovane uomo dal fisico asciutto di sportivo. Non tanto alto, neppure bello, ma sorridente.
“ Non potevo perdere il piacere della prima nuotata. Ciao a tutti mi chiamo Max e sono di Siracusa. Siete in vacanza anche voi?”
E' simpatico.
Inizia così un cordiale momento di amicizia fra sconosciuti. Il dialogo diventa allegro e le ragazze sembrano divertirsi.
Francis partecipa interessato, poi si allontana a fare due passi.
Si arrampica sulla scogliera fino a raggiungere un brullo altipiano con qualche cenno di macchia mediterranea.
Incrocia una ragazza che fa running. Gran bel fisico, seno prosperoso che sobbalza ad ogni passo. Capelli lunghi biondi trattenuti da una fascia sulla fronte, maglietta azzurra attillata bagnata di sudore su cui spuntano i capezzoli, pantaloncini rossi cortissimi che riempiono il culetto muscoloso. A Francis, per l'astinenza cui lo costringe Isabella, verrebbe voglia di saltarle addosso e perdersi con mani e bocca in tutto quel ben di dio, fra seni glutei e cosce. Sente profumo di femmina quando gli passa accanto.

MAX
Le due donne e Max stanno chiacchierando in spiaggia, quando arriva un extracomunitario con un borsone a tracolla. E' marocchino o tunisino, gentile, molto educato . Propone dei graziosi costumi da bagno a prezzi stracciati, per uomini e per donne. Angelica non esita neanche un istante ad acquistarne due. Molto carini, decisamente micro.
“ Faresti impazzire il tuo Francis con questi addosso” dice Angelica, inconsapevole dell'astinenza sessuale della coppia, “a me vanno sicuramente bene perché sono un po' scarsa, ma tu con le tettine che ti ritrovi faresti un figurone”.
Isabella, che porta una terza, si convince ad acquistare un bikini bianco, senza neppure scartarlo dalla confezione. “Per pochi euro che costa.....” pensa.
Il venditore ne propone anche a Max, ma lui gentilmente rifiuta. “ Non riuscirei ad indossare degli slip. Posso solo mettere i boxer”.
“ E' vero, i pantaloncini stanno meglio. Gli uomini con il costume a slip mi fanno ridere” risponde Angelica.
“Non è solo per quello” aggiunge Max, “è che sono un po' .......come dire.....dotato.....E allora non sarebbe di buon gusto” conclude imbarazzato.
Isabella sembra infastidita. Angelica invece è divertita.
Max si tuffa per una breve nuotata rinfrescante e quando esce dall'acqua Angelica dice sommessamente ad Isabella: “Beh...in effetti..... guardalo bene adesso col costume bagnato appiccicato............Si vede chiaramente che sotto ha qualcosa di grosso!!”
“Se è così a riposo e con l'acqua fredda “ pensa Isabella scrutando il gonfiore delineato nella ben nota forma“chissà come ce l'ha.......quando.........”
Si accorge di guardare l'uomo con troppa insistenza in quella zona particolare. “Meglio pensare ad altro” dice a se stessa provando un senso di disagio.
“Scusa Max, ma l'essere un po' abbondante proprio lì...... dovrebbe ....darti dei vantaggi” dice Angelica quando Max ritorna all'ombrellone. Si esprime con un tono di voce malizioso e con gli occhi lucidi fissi sul pube dell'uomo.
“Pensa”, risponde Max cercando di celare l'imbarazzo, “che con l'ultima ragazza che ho avuto, siamo riusciti a fare l'amore solo dopo diversi tentativi”.
“Perché, cosa succedeva?” chiede Angelica. Isabella resta in silenzio imbarazzatissima.
“Quando mi vide nudo per la prima volta si spaventò. Aveva paura che le facessi male”.
“ E come facevate..... a resistere alla tentazione?” insiste curiosa Angelica.
- Beh........, io cercavo di essere comprensivo, però non riuscivo a nascondere una certa insofferenza.
Un giorno però mi sorprese dicendomi: “masturbiamoci tutti e due. Vuoi? mi piacerebbe tanto guardarti quando lo fai” .
Cominciai a toccarmi davanti a lei. L'idea mi stava eccitando.
“mi ecciti tanto.......... adesso lo faccio anch'io” sospirava con la voce sempre più flebile.
“ mi piace così tanto masturbarmi... continuiamo insieme.........facciamo durare il gioco il più a lungo possibile”
Aveva il fiato già corto. La mia mano saliva e scendeva piano lungo l'asta, mentre la guardavo accarezzarsi seguendo il mio stesso ritmo .
”......ora masturbiamoci più in fretta...”
Debbo riconoscere che fu un momento ad alta tensione erotica. Quando voi donne ci volete stupire, riuscite a farci impazzire. Credetemi, eccitano più le parole piuttosto che le mani o la bocca. Il miglior afrodisiaco è il cervello. La ragazza mi faceva fondere solo con il tono della voce! Era sempre lei a condurre il gioco.
“adesso fermati, togli la mano e lasciami guardare il pene duro. Fallo stare diritto. Guarda il mio sesso come è aperto per l'eccitazione” . Stavamo fermi così a guardarci. E quando sentiva che stava per venire: “.......adesso muovilo............. senza toccarlo....... “
Io eseguivo. Contraevo i muscoli del perineo, ed il pene si alzava ritmicamente irrigidendosi ancora di più. Lei si toccava il clitoride, ma solo per poco.....poi crollava.
“E poi come è andata a finire” chiede curiosa Angelica.
“Con pazienza e tanta delicatezza riuscii un po' per volta a penetrarla. Ma quel giochino particolare continuavamo a farlo”.
Max usava un linguaggio discreto, che rendeva divertente il racconto senza cadere nella banalità. Isabella ascoltava, cercando di mascherare che la cosa la stava incuriosendo. O eccitando? Chissà.
ISABELLA
A lei l'idea della masturbazione non passava per la mente. Solo una volta, ancora adolescente, si era abbandonata dopo che, nello spogliatoio della palestra del collegio femminile, le compagne si erano dilungate a disquisire come solleticare la libidine.
Chi si toccava seduta sulla sedia, chi sul letto, chi a pancia in su e gambe divaricate, chi preferiva nella posizione supina, sollevando il bacino. Erano discorsi di ragazzine che cominciavano a percepire i primi turbamenti sessuali. Una di loro, Maria Luisa, raccontò che aveva scoperto quanto fosse più eccitante la masturbazione guardandosi allo specchio. Spiegò nei minimi particolari come faceva a toccarsi.
Quella sera numerosi specchi del collegio riflettevano la stessa immagine.
Anche Isabella si mise di fronte allo specchio montato all'interno dell'anta dell'armadio.
Nuda, seduta sul tappeto, appoggiata al letto, lentamente aprì le gambe.
Quello che vide era incantevole. La pelle era immacolata, la vulva rosata e piena.
Aprì con le dita le piccole labbra e incominciò ad accarezzare la vulva con dolcezza, avanti e indietro.
“Che fai?” le chiese la compagna di camera rientrando dalla doccia.
“Faccio quello che diceva oggi Maria Luisa.”
Si accarezzava con delicatezza, tenendo la vulva tra il pollice e l'indice come se stesse toccando del velluto. Con l'altra mano libera continuò ad stuzzicarsi i seni.
Quando si sentì tutta bagnata, si sdraiò sul fianco sinistro offrendo il culetto allo specchio. Ora poteva vedere il suo sesso da un'altra prospettiva. Vide la sua mano apparire sulla collinetta formata dalle natiche, che prese ad accarezzare. L'altra mano si spostò tra le gambe e comparve nello specchio da dietro. Questa mano le accarezzava il sesso avanti e indietro. Poi venne inserito un dito. Ora era in preda al desiderio di essere presa da entrambe le parti, e affondò un altro dito nel buco tra le natiche. Così, spostandosi in avanti, sentiva il dito nella vagina, e, sporgendosi indietro, sentiva l'altro dito.
L'avvicinarsi dell'orgasmo la eccitò e i suoi gesti divennero convulsi. Precipitò in un piacere selvaggio, che giunse mentre si guardava allo specchio, vedendo le sue mani muoversi, il miele brillare, tutto il sesso e il culetto umidi di un umore lucente tra le gambe.
La sua compagna di camera si era seduta sul puff, nuda, la sua pelle sprigionava profumo di docciaschiuma, ed era rimasta così a osservare Isabella per tutto il tempo. Raggiunse l'orgasmo insieme a lei, in un duetto di gemiti languidi.

ANGELICA
Invece Angelica, la sera prima, quando Isabella e Francis già dormivano, si era collegata ad internet. Frequentava abitualmente un sito particolarmente piccante che aveva scoperto tempo addietro quando usciva con un bel ragazzo, pieno di vita, ma......... impotente. Gli stimoli in cui si prodigava non avevano successo.
Una sera, girando annoiati per i vari canali della Pay TV, caddero per caso su di un film pornografico. Ebbe un effetto inaspettato, e da allora passarono molte serate abbandonandosi all'autoerotismo più sfrenato.
Angelica si era resa conto che solo lei riusciva a darsi il piacere che cercava. Solo lei percepiva quando il clitoride cominciava ad ingrossarsi, quando era il momento di inumidire il dito nella vagina e farlo scorrere sulla punta diventata di fuoco. Solo lei riusciva a roteare con delicatezza il polpastrello sul clitoride diventato turgido come un piccolo pene.
Nessun maschio e nessun pene, da allora, riuscì a dare ad Angelica lo stesso piacere che si procurava lei da sola con il suo tocco.

Quella sera da Torre dell'Orso si collega al solito sito dove scova un nuovo video appena inserito. E' raffinato anche se molto esplicito, magnifici interpreti, trama intelligente e sorretta da inquadrature di particolari che fanno crescere la libidine.
Una procace segretaria seduce in ufficio il suo capo al cinquantesimo piano di un grattacielo di vetro dal quale si può ammirare la metropoli sottostante illuminata dalle luci della sera. La ragazza si muove con malizia, si toglie gli occhiali e lancia al suo capo sguardi provocanti, si siede sulla scrivania, lascia salire la gonna. Le gambe si aprono. Musica e immagini sono fotograficamente perfette. La sapiente regia fa scorrere un'agile lingua in mezzo alle gambe della ragazza. Le lacera l'interno del sesso stillante umori. Un pene eretto vibra ad ogni gemito di piacere.
Con musica di Tchaikovsky la regia propone al rallentatore il momento culminante della scena. E' un'idea geniale: la lingua fa una danza attorno al clitoride. Le labbra si aprono come un fiore che sboccia ed emettono gocce di rugiada densa. La vagina sembra pulsare. Il pene lentamente si ingrossa all'inverosimile, le vene si gonfiano quasi a scoppiare, il glande diventa viola. Si dilata l'apertura, il pene ha alcuni scatti e, lentissimo, un fiotto latteo vola in alto come lo zampillo di una fontana.
Angelica non riesce ad arrivare alla scena successiva.

FRANCIS
Francis continua la sua passeggiata. La sensualità che sprigiona il corpo della ragazza che corre gli fa tornare in mente un episodio degli anni dell'università.
Nel dicembre di due anni prima preparava la tesi al Politecnico, e studiava nell'aula riservata agli studenti. Per svagare la mente si dilettava, ogni tanto, a scrivere racconti. Il primo era stato il diario di un viaggio in Asia, mentre in quel periodo stava lavorando ad una storia d'amore trasformata in erotica.
Un giorno, mentre era concentrato al computer sul testo del racconto, si avvicina Yoshiko, una studentessa cinese del primo anno, mora, occhi neri,fisico procace con qualche chilo di troppo ma ben distribuito nei punti cruciali. Maliziosamente gli sussurra nell'orecchio: “Oggi niente grafici o formule di fisica, signor ingegnere?”. Non potendo negare l'evidenza, Francis le confessa il suo hobby: “Scrivere mi libera la mente troppo impestata di numeri.”
“E mentre scrivi storie erotiche scommetto che ti ecciti .......” incalza Yoshiko divertita.
In effetti.
“Mi piacerebbe tanto leggere il tuo racconto. Il breve paragrafo che ho colto curiosando sullo schermo senza che te ne accorgessi mi ha colpita!! Scrivi molto bene, e sono curiosa di sapere come va a finire la vicenda di quella fanciulla piuttosto porcellina che in palestra fa esercizi in mutandine davanti al suo istruttore!!” continua ironica.
Verso sera si recano a casa di lei, un grazioso monolocale vicino alla facoltà.
“Mi cambio e in un attimo sono da te” dice Yoshiko togliendosi il giaccone.
Poco dopo riappare in un camicione bianco di cotone , ampio, con orlo, polsini e colletto di pizzo. Le copre le gambe fino a metà coscia.
“In casa sto sempre così, anche sa siamo in inverno, è molto comodo. Era della mia nonna”.
Prende una panca, la avvicina perpendicolare al tavolo, si siede a cavalcioni ed invita Francis a sedersi dietro di lei. Gli occhi di lui cadono sulla carne diafana delle gambe che il camicione lascia scoperte.
“Accendi il computer” gli dice “il racconto lo voglio leggere io ad alta voce. Metto anche un CD per creare l'atmosfera giusta. O.K.?....... vado!!!”.
La storia si sviluppa in un crescendo di passaggi sempre più stuzzicanti.
Con cautela e destrezza Francis accompagna la lettura con abili carezze. Le sfiora il ventre e con la pressione del dito spinge il tessuto leggero in modo da sottolineare la forma delle gambe e lo spazio tra di loro.
“..........la ragazza lascia cadere il gonnellino ai piedi dell'istruttore, e si siede sull''attrezzo per fare l'esercizio di potenziamento dell'interno coscia.” ...............legge Yoshiko con voce emozionata......... “L'istruttore l'aiuta a divaricare le gambe e porle ai lati dei bracci .......”
Francis infila le mani sotto il camicione e accarezza le cosce ed i fianchi, sentendo le linee morbide.
La ragazza non indossa biancheria. Sente salire l'odore di intimità femminile.
Si muove lenta la mano di Francis. Segue i contorni delle gambe, si sofferma sulle curve per fermarsi sul ginocchio, poi continua. Si interrompe proprio prima di toccarle il sesso.
“ ......spinge i bracci dell'attrezzo divaricando e chiudendo ritmicamente le gambe. I muscoli si tendono ..............ll perizoma si assottiglia per il movimento e penetra in mezzo alla fessura delle labbra scoprendo ai lati ..............” continua a leggere Yoshiko, e così facendo inarca il ventre in avanti e allarga al massimo le cosce.
Francis riprende il movimento, con una mano le tocca i seni, con l'altra si avvicina al sesso e le titilla il clitoride. Yoshiko si lascia masturbare cercando di non venire malgrado sia percorsa da un brivido dalla vagina all'ano.
“Non so quanto riesco a resistere, Francis. Fra le cose che leggo e quello che mi fai tu ........” sussurra Yoshiko ormai senza forze. Ma continua a leggere:”...........l'istruttore si toglie i pantaloni della tuta e rimane con lo slip attillato, che contiene a malapena il.............”
La voce della ragazza cinese perde vigore. “............abbassa piano lo slip da un lato.........il gonfiore si fa.............”Francis annusa le dita che profumano di quell'odore di primavera zuccherina, succhia il nettare e ritorna ad accarezzare il clitoride con un lento movimento rotatorio delle dita.
Yoshiko sembra proprio che stia per avere un orgasmo, ma vuole resistere fino alla fine del racconto. E legge sempre più lentamente, tremando, gli occhi offuscati dalla violenza delle sensazioni, la voce che diventa più roca.

“Vi va di salire nel terrazzo?” dice Angelica a Max e Isabella “ho bibite fresche e dei dolci eccezionali. E se volete vi faccio un buon caffè ”.
Salgono i pochi gradini e si accomodano sulle poltroncine di vimini sotto il pergolato.
La scogliera di Otranto si snoda frastagliata verso il mar Jonio. Sul sentiero appare Francis di ritorno dalla passeggiata “Se questa sera Isabella non si lascia andare...... domattina la riporto a Torino” pensa frastornato dai suoi turbamenti sessuali.
“Isabella, vieni che andiamo a provare i costumi” dice Angelica prendendola per mano e lasciando il resto della compagnia a sorseggiare il caffè “vedrai Francis come stanno bene addosso alla tua fidanzata”.
Entrano nel bagno di Angelica che si toglie il costume intero per indossare uno dei bikini comprati. Sceglie quello di color rosa. Le sta benissimo e valorizza il suo corpo di falsa magra. Ha un seno piccolo, ma i capezzoli emergono evidenti.

ISABELLA
Isabella prova il bikini bianco e si accorge di quanto sia minimale.
“No, no, non mi metto questa roba. Troppo ridotto. E poi mi escono i peli dappertutto” dice ad Angelica che la guarda divertita.
“ E di che ti preoccupi “ le risponde “ho creme e rasoio adatti. Lascia fare a me. Ti depilo io”. Isabella non si è mai posta un simile problema. Inoltre ha sempre indossato costumi castigati, interi o bikini , né sgambati, né bassi in vita. Ma la tentazione la provoca.
Nuda, si siede su uno sgabello, cosce spalancate e si appoggia alla parete.
Angelica inizia con le forbici a tagliarle i peli del pube, che sono molto fitti. Isabella si aggrappa con le mani al termosifone, per l'emozione e per l'eccitazione che sta sentendo crescere.
Le forbici sfiorano la sua pelle bianca, le dita di Angelica le labbra rosse. Si stanno gonfiando di desiderio.
Poi la cosparge di schiuma da barba, e finisce il lavoro con il rasoio. La rade prima lateralmente, nell'inguine, e poi sopra, per non lasciare spuntare i peli dal bordo dello slip molto basso. Lascia solo una simpatica aiuola sul monte di Venere, molto prominente. Infine la spalma di una crema emolliente sulle labbra e sul clitoride. Anche di dietro, nella fossetta del culetto e attorno all'ano. Isabella si sente turbata.
E' la prima volta che fa una cosa del genere. Quando si guarda nello specchio però si piace. Angelica, soddisfatta dell'opera, se ne va verso il terrazzo a farsi ammirare con il costume inghiottito dai piccoli glutei ben torniti, dondolando i fianchi perché i due uomini potessero saziarsi della sua anatomia.
“Bel culetto – pensa Isabella – magro ma perfetto”.
Max e Francis si complimentano per il bikini, e la chiacchierata cade sul sex appeal femminile.
“Cosa vi eccita di più quando guardate una donna?” chiede curiosa Angelica.
“Mi eccitano più le movenze e l'abbigliamento provocante che non il vedere il corpo nudo” risponde Max
“Un paio di jeans attillati bassi in vita mi fanno cadere l'occhio proprio lì......” continua Francis.
“Avete ragione” ribadisce Angelica con sottile malizia. “Il vedo - non vedo.... come i pantaloncini molto corti o la gonna che sale.
E se la gonna lascia intravvedere il triangolino degli slip in fondo alle gambe appena socchiuse? Io mi sciolgo sotto gli sguardi di un uomo, o anche di una donna. Impazzisco di piacere sentirmi guardare”.
“La sessualità di noi uomini” dice sapientemente Francis “è più visiva, meccanica, mentre per voi donne occorre un coinvolgimento psicologico”.
“Certo” conferma Angelica, “ a me fanno effetto le situazioni imprevedibili, la trasgressione. Questi discorsi mi fanno già venire gli sfregolii !”

ISABELLA, FRANCIS, ANGELICA, MAX
Quando Isabella esce finalmente dal bagno, trova Francis seduto sul letto che legge una rivista. Alza gli occhi e la squadra nello striminzito bikini.
“Sei bellissima!! “ esulta, abituato al suo abbigliamento goffo e decisamente poco sensuale . La prende per una mano per avvicinarla a sé. Isabella si lascia attirare e si siede a cavalcioni sulle gambe. Lo slip bianco le copre a mala pena il sogno irraggiungibile di Francis, insinuandosi sottile in mezzo alle pieghe di carne diafana per sparire fra le gambe.
Si sente bella, diversa. Ha voglia di stupirlo.
Si baciano.
Isabella incolla la bocca frugandolo con la lingua. Con un movimento inatteso si butta su di lui coricandolo sul letto.
I baci diventano sempre più focosi e interminabili. Le mani di Francis esplorano tutto il corpo di Isabella che gli restituisce ogni carezza. Una mano stringe il pene attraverso il costume. A Francis sembra di sognare.
Max ed Angelica sentono fruscii e gemiti, si affacciano nella camera e vedono i due corpi avvinghiati. Entrano e, in silenzio, si avvicinano e si siedono sui bordi del letto, Angelica in fondo e Max verso la testata, mentre i due continuano imperturbabili le loro effusioni incuranti degli sguardi degli amici. Francis slaccia il reggiseno di Isabella.
La ragazza è rossa in volto e ha le labbra quasi tumefatte.
Inarca il bacino e, senza alcuna esitazione, si toglie lo slip.
Max si avvicina di più al centro del letto.
Isabella è completamente nuda. Con destrezza sfila il costume a Francis.
Angelica sta in piedi di fronte al letto ad osservare i due corpi intrecciati. Si tocca sulla stoffa leggerissima dello slip rosa e la fa penetrare nella fessura tra le grandi labbra bagnate,
Francis ha il viso ad un palmo dalla vagina bagnata di Isabella, le labbra aperte.
Isabella ha il viso ad un palmo dal ventre di Max, incantata dal gonfiore del costume. Gli stringe il pene. Lo sente fremere e prova un brivido che dilaga in tutto il corpo.
In un lampo Max si spoglia.
Isabella rimane colpita da quel membro dalla pelle diafana che si staglia arrogante sull'addome abbronzato scolpito dai muscoli. Capisce in quell'istante perché la povera ex fidanzata avesse tanta paura.
“Un cazzo così mi fa impazzire...!” sussurra gemendo con voce roca.

Sentire Isabella pronunciare quella parola, stordisce Francis che immerge la faccia in mezzo alle gambe di Isabella.
Succhia il clitoride, le apre il sesso come un bocciolo, assapora il gusto salmastro.
Il clitoride si indurisce come un capezzolo. Può morderlo, baciarlo, aspirarlo, leccarlo con la lingua. Mette la lingua nell'apertura della vagina e la spinge più profondamente possibile. Le solleva il culetto con le due mani, e mentre la lingua gioca sulle labbra, le dita premono la carne del culetto, esplorandone le curve.
Isabella si accende. Si muove come per risucchiare il dito, si spinge in giù per sentire il movimento del dito, si solleva per sentire i colpi della lingua.
Di fronte a loro Angelica si è spogliata completamente e guarda arrapata il trio che gioca sul letto. E' lo spettacolo più conturbante che potesse immaginare. Due maschi in erezione ed una femmina che si contorce in mezzo a loro............Sempre in piedi, gambe divaricate, comincia ad accarezzarsi con tutte e due le mani. Le labbra si stagliano evidenti sull'inguine magro da adolescente, sembrando esageratamente grosse. Le pizzica allungandole come un elastico.
Non resistendo più in piedi, cade in ginocchio sul letto, ma lo spettacolo è tale che, gambe sempre aperte, trova la forza di darsi tutto il piacere possibile, divorando con gli occhi il furore erotico dei tre amici.
Isabella ora stringe il pene di Max, le cosce ben spalancate, perché Francis veda com'è bagnata e possa gustare la mistura odorosa che assomiglia a quelle delle conchiglie marine. Si sposta sul letto, finché la bocca non incontra il pene di Max. Allora incomincia a baciarlo tutt'intorno. Lo lecca senza lasciare con gli occhi quelli di Francis. Il cazzo di Max ha piccole scosse ad ogni bacio. Il cazzo di Francis sembra scoppiare. Max geme. Angelica trema. Francis non stacca la bocca dalla figa della fidanzata e con gli occhi segue la bocca di lei che ora succhia il membro turgido del maschio siciliano.
Isabella ansima.
Alla sera vanno a cena tutti insieme.

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