Una telefonata di allunga la nerchia

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  • Pubblicato: 28/06/2011
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Rientrai a casa dall’ufficio un’ora prima del solito, convinto di trovarmi solo, vista l’ora.
Sentivo con chiarezza una voce femminile provenire da sopra le scale. Cominciai a salire con passo felpato, pronto a stendere con un destro la ladra.
Mi avvicinai sempre più per tenderle l’agguato in silenzio, ma…la voce era di mia moglie!
La porta della camera era chiusa purtroppo. Cazzo!
Ma con chi era al telefono?
Accostai l’orecchio alla porta e senti distintamente:
“Dai, e poi…? Mmhhh…tutto dentro? Ma cosi’ mi fai godere….leccamela un po prima…cosi’…cosi’…ora infilami un dito nel culetto…nel mio bel culetto che ti piace tanto…lo so…mmmhhh…ohhh…mi fai impazzire…leccami…leccami tutta…scendi giù sino ai piedi…baciali…annusali…mhhh come mi fai godere…sto per…ohh….dai…”
Li per li rimasi spiazzato, non pensavo mia moglie mi tradisse, e poi…con chi?
Ma non dovevo perder tempo.
Mi fiondai più in fretta che potei giù per le scale, e raggiungere cosi’ l’altro telefono.
Sollevai la cornetta.
“e ti piace cosi’…? Se ti lecco tutto attorno l’ano eh? Porcella! Puttana! Se lo sapesse tuo marito come gli verrebbe duro? Porca!”
Cazzo era una donna!
Rimasi ad ascoltarle per un po’, nel mentre che mi facevo la sega e venivo dentro un fazzoletto.
Mi ripresi, e nel mentre mia moglie scese le scale.
“sei già qui….?”
“si oggi ho finito prima, che facevi tu?”
“dormivo, ero un po stanca…”
“capisco”
“senti, perché non saliamo di sopra e…”
Facemmo l’amore, e lei mi chiese che sarebbe stato bello se lo facessimo in tre qualche volta. Io mi mostrai fintamente poco interessato, scettico, ma solo all’idea l’erezione si prolungò per diverse ore.
Una sera rientrai a casa all’ora consueta, e trovai la tavola apparecchiata per tre.
“abbiamo ospiti?”
“sii!”
“ e chi è?”
“ricordi quell’amica del campeggio? Alessandra! Viene a trovarci stasera!”
“ah! Grazie per non avermi avvisato! al solito….”
“ma dai vedrai che è molto simpatica, passeremo una bella serata”
“non ho dubbi….”
Alessandra era quella gran figa moretta, culo bello sodo, snella, pelle scura.
Mi venne una bella erezione, che mia moglie notò e mi disse:
“dai amore, aspetta…non ora…”
E mi mise la mano sul gonfiore dei pantaloni, baciandomi con la lingua.
Suonò Alessandra finalmente.
Vestitino corto color sabbia, sandali col tacco alto chiari, scollatura generosa.
A cena mangiammo con piacere, e soprattutto bevemmo del buon vino bianco.
Notai che mia moglie aveva bevuto più del solito, ed infatti era più slegata del solito.
“hai visto che belle labbra che ha Ale?” toccandogliele con un dito.
Alessandra, brilla anche lei, non era da meno:
“ma che begli orecchini stasera, wow!” e si avvicinò a mordicchiarle l’orecchio.
Alessandra le passò un braccio dietro le spalle e mise la testa in mezzo alle tette di mia moglie.
Mia moglie rise e sollevò il vestito dell’amica, prendendolo da sotto.
Alessandra abbassò le bretelline del vestito di mia moglie, scoprendo prima un seno poi l’altro.
Ad assistere a quello spettacolo che avevo sempre sognato reagii con una potente erezione, e tirai fuori il cazzo scappellandolo subito. Ero estasiato da tale vista.
Le due lesbicavano alla grande, con le lingue assatanate che si cercavano e succhiavano.
“Caro hai visto che regalo ti ho fatto?” disse mia moglie ansimante mentre, ormai sul divano a gambe aperte, Alessandra le leccava la figa pelosa. Aveva ancora le scarpe alte.
Alessandra le allargava le labbra e con la lingua si dedicava al clitoride, poi scendeva giù maliziosa ed andava a cercare l’ano, e mia moglie aveva un fremito ogni volta. Stupenda mia moglie.
“amore dai, vieni a dare il benvenuta ad Alessandra, fai gli onori di casa” disse mentre l’amica la cavalcava e le lingue si ricongiunsero in un bacio sensuale.
Vedevo ora due bei culi, uno pelosetto di mia moglie e l’altro no, e due belle fighe bagnate.
Decisi di affondare il pistone nella fighetta in alto, e avvicinai la bocca verso le loro lingue.
Alessandra si scostò per farmi spazio, sempre tenendosi stretta il mio cazzo voglioso nella sorca bagnata, e nel frattempo succhiava le lingue mia e di mia moglie.
L’orgia era ben avviata, i corpi imbevuti d’alcool si muovevano con scioltezza, come se porcate del genere fossero all’ordine del giorno.
Mia moglie si levò da sotto, mentre io mi ingroppavo l’amica gioiosa, e le davo una sistemata a quel ben di dio che si ritrovava in mezzo alle cosce. Era proprio una troia sfacciata, ora col la mano accompagnava i movimenti dell’asta dentro di lei, spingendo con forza anche i coglioni pieni di sperma.
“lo voglio tutto io…” mi disse Ale all’orecchio…
Mia moglie si accostò al divano, sollevò la gamba destra e mise il ginocchio sul divano, poggiando la fighetta pelosa sul viso dell’altra, che con gusto cominciò a leccarla.
Mia moglie avvicinò il viso per baciarmi e mi disse all’orecchio:
“dissetami col tuo succo prezioso amore…mmhhhh”
Che sogno stavo vivendo.
Mi stavo scopando Alessandra, che leccava la figa a mia moglie, che mi succhiava la lingua.
Era tutto fantastico.
Mia moglie si abbassò ora, e cominciò a leccare la figa all’amica. Le teneva le cosce aperte, e le passava la mano sull’ano, accarezzandolo leggermente.
Un 69 lesbico splendido.
Le tolse le scarpe alte, ed inizio a leccarle anche i piedi.
Annunciai che stavo per venire. Sentivo un formicolio nelle palle, una tensione alla base della cappella, sul frenulo, irreversibile.
Mia moglie si affrettò ad afferrarmi il cazzo che esplose in una serie di schizzi abbondanti, che le invasero la bocca, ed Alessandra di scatto venne a baciarla in bocca, entrambe spremendomi lo scroto, tirando giu la pelle dell’asta per farmi godere ancora un po’, leccando la cappella prima una e poi l’altra.
Continuarono a nutrirsi del mio miele ancora per un pò, assicurandosi che le ultime gocce non andassero perse, e succhiandolo sino a che non fu moscio del tutto.
Si sdraiarono insieme sul divano, e amoreggiarono per molto tempo, scambiandosi effusioni, baci, carezze tra le cosce, sino a che venirono insieme in silenzio, sussurrandosi delle frasi all’orecchio…

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