Viva la mamma del mio compagno di classe
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- Pubblicato: 05/02/2010
Sono un ragazzo tranquillo, che non da mai fastidio a nessuno e frequento l'ultimo anno di geometra.
Grazie alla mia sfiga mi è stato assegnato di realizzare un progetto assieme al ragazzo più stronzo della mia classe, il classico lavativo che fa il figo prendendo per il culo chi è timido.
Lo stupido con cui dovevo realizzare il compito si chiamava Renato. Ovviamente sapevo benissimo che avrei dovuto fare tutto io, ad eccezione della firma da apporre sul progetto.
Avevamo 5 giorni per portare a termine il nostro compito, nei quali io ho dovuto privarmi di ogni spiraglio di tempo libero. Ho cercato di convincere Renato a darmi una mano e a fare qualche cosa insieme, ma lui se ne infischiava altamente.
Il giorno prima della consegna però, accadde una cosa inaspettata, Renato ridacchiando mi disse che potevo andare da lui nel pomeriggio per concludere assieme il compito. Io ero un pò perplesso, ma decisi comunque di andare.
Mi recai da lui nel pomeriggio, mi aprì la porta sua madre, che non avevo mai visto prima di allora, sapevo solo che era separata dal marito.
Benché non fosse più nel fiore degli anni conservava ancora il suo splendore malgrado qualche ruga leggera. Mi colpirono molto le sue gambe nei collant, snelle e longilinee, aveva una gonna non troppo lunga, quindi potei ammirarle bene. Sopra indossava un maglione di lana scollato e un pò aderente. Il suo fisico non aveva nulla da invidiare a quello delle mie compagne di classe e il suo seno era ancora alto e pieno. Il suo viso luminoso era appena ombreggiato dal trucco e i suoi capelli lunghi le ricadevano mossi sulle spalle.
Si fece seguire fino al salotto dove il figlio era intento a giocare alla play e dovetti aspettare una buona mezz'ora che finisse la sua partita. Andammo allora in cucina per metterci all'opera, lui sembrava pensare ad altro, aveva il cellulare in mano e chissà con chi messaggiava. Studiammo per circa venti minuti, cioè studiai, perché lui era occupato col cellulare, poi si alzò e disse che quando avevo finito potevo andarmene, lui aveva un appuntamento. Prese le chiavi della macchina e si volatilizzò, sua madre che era in cucina mi guardò con aria dispiaciuta, doveva essere abituata anche lei a comportamenti del genere da parte del figlio.
Sua madre mi si avvicinò e si sedette accanto a me e mi disse di non prendermela per comportamenti del genere, iniziò a dirmi che ero un bel ragazzo brillante e avrei sicuramente fatto carriera. Mi preparò un tè e tornò a sedersi accanto a me facendomi qualche domandina generica. Arrossii quando mi disse che se aveva la mia età sarebbe stata una mia spasimante e che mi avrebbe assillato se non mi fossi concesso. Nonostante l'imbarazzo provavo una certa eccitazione alle sue parole e al suo profumo inebriante, inevitabilmente cercai di immaginarmela nuda, questo mi provocò un'erezione e sperai che lei non se ne accorgesse.
Terminai il compito dopo mezz'ora, mi apprestavo ad andar via quando mi chiese se potevo darle una mano a spostare delle cose pesanti.
Mi condusse in camera sua e una volta lì, mi abbracciò dicendomi che aveva visto la mia erezione. Arrossii e provai vergogna ma lei mi disse di non preoccuparmi.
Iniziò a toccarmi tutto il corpo e il mio pisello tornò duro, più duro di prima. La toccai anch' io, misi timidamente le mani sotto il suo maglione per toccarle il seno, era morbido e liscio, mi fece venire una voglia matta.
Ci stendemmo sul letto toccandoci ovunque, lei mi tolse la maglietta e mi baciò il petto, era incredibile, credevo che sarei venuto così. Dopo mi slacciò i pantaloni e prese il mio pisello in mano muovendolo su e giù piano, me lo sentivo scoppiare, poi lei ci appoggiò sopra la lingua e leccò la cappella, diede solo qualche succhiata e io vergognosamente eiaculai. Le chiesi scusa ma lei mi disse di non preoccuparmi, si pulì e pulì anche me, poi si spogliò.
Mi misi sopra di lei baciandola e toccandola, le leccai il seno tenendolo tra le mani, poi scesi a baciarle la figa tutta depilata e a leccarla, aveva un sapore buonissimo, la sentivo bagnare sulla lingua.
M stesi su di lei e la penetrai, temevo di non essere alla sua altezza, ma lei seppe guidarmi perfettamente dandomi ogni tanto dei suggerimenti.
Ero dentro di lei, era bagnatissima e calda, spingevo piano per paura di venire, lei si avvinghiò con le gambe su di me e continuammo così per un pò, poi sentii che stavo per venire, così mi tirai fuori e le venni sulla pancia. Dopo lei mi disse che sarei potuto venirle dentro perchè prendeva la pillola.
Ero già esausto ma lei fu così brava da farmelo indurire di nuovo.
Questa volta si mise lei sopra di me, era bellissimo, la penetravo a fondo e vedevo le sue tette muoversi. Poi lei sollevò le gambe accovacciandosi e continuando a fare su e giù sul mio pisello. Quella posizione mi fece impazzire, avevo le sue gambe spalancate proprio davanti. Disse che stava per venire, accentuò i movimenti del bacino strofinandosi di più a me e gemette, quella vista fece venire anche me. Non mi era mai successo di venire tre volte di seguito, ero spossato, lei si stese vicino a me, rimanemmo così abbracciati a lungo.
Nonostante continui a detestare Renato, le mie visite a casa sua sono sempre più frequenti, tanto lui è idiota e non capirà mai nulla.
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