La mia migliore amica

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  • Pubblicato: 11/09/2011
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Era una giornata calda del 18 luglio, il sole picchiava già alle nove del mattino. Mi ero svegliata eccitata dopo aver fatto un sogno erotico, e avevo bisogno di vedere Lucia, la mia migliore amica. Indossai un paio di mutandine rosse col pizzo, una gonnellina bianca quasi trasparente e un top nero che metteva bene in risalto la mia quinta di seno perfetta e soda, senza reggiseno. Presi la borsetta e mi chiusi la porta del mio appartamento dietro le mie spalle. Aprii la portiera della mia auto, mi sedetti e lasciai le gambe un po' aperte, in modo che una mano potesse scivolarci dentro. Poi la ritrassi, volevo aspettare prima di masturbarmi, volevo aspettare Lucia. Accesi il motore e guidai fino al cancello della casa. Bussai, la mia patata si stava bagnando tutta al pensiero di vedere la mia amica. Lei aprì la porta, restò a guardarmi incatata per qualche secondo, mi diede un bacio molto vicino alle labbra e mi fece accomodare. Lucia era una donna di venticinque anni bellissima, i capelli biondi, le labbra carnose e disegnate, il culo sodo e perfetto, così come il suo seno, non troppo grande, ma aveva delle tette da paura. Le gambe lunghe e snelle e da qualche tempo avevamo passato i momenti liberi per vederci, chiacchierare, e quando si finiva per parlare di argomenti piccanti, a masturbarci. Ma fino ad allora non ci eravamo spinte più in là di quello, ma quel girono sentivo che entrambe volevamo qualcosa di più. Così, dopo due chiacchiere, lei mi lanciò uno sguardo languido, capimmo i nostri desideri. Lei mi si avvicinò e mi infilò la sua lingua in bocca, giocando con la mia. Mi baciò con foga, mentre una sua mano mi si posava ui seni. Lei sentì che sotto ero completamente nuda, così si affrettò a togliere il toppino nero. Scese con la lingua lungo il collo, fino ad arrivare al seno. Avevo i capezzoli durissimi, quando se ne accorse ne prese uno in bocca e l'altro lo stuzzicava con le dita. Cominciarono a sfuggirmi gemiti di piacere irrefrenabile, così lei succhiò con più più forza, mentre con l'altra mano cominciò a cercare la mia patatina calda e bagnata. Staccò la bocca dal capezzolo e si affrettò a togliersi quello che aveva indosso, per poi togliere a me gonnellina e mutandine in pizzo. Eravamo entrambe completamente nude adesso, io seduta sul suo divano, e lei, che fino a pochi momenti prima si trovava sulle mie gambe, scese. Si alzò in piedi, mi guardò senza dire niente mentre io mi passavo l'indice sulla lingua. 'Ho un'idea...' esclamò lei. Mi prese per mano e mi portò in bagno. Io non capivo cosa volesse fare, ma mi fidavo. Camminò verso la vasca e si ci sedette dentro, 'allora, che aspetti?' mi chiese lei mentre si palpava il seno. Io ci pensai due volte ad entrare, mi sedetti sulle sue gambe e cominciai a baciarla, con una forza sovrumana, mi stavo arrapando da morire. Volevo farla godere da matti, così mi staccai e mi infilai tra le sue gambe che se ne stavano aperte. Aveva la figa depilata, come una vera troia, e le scolavano gli umori. Mi avvicinai alla sua patatina e leccai tutto quello che scolava, ero eccitatissima e le infilai la lingua dentro. Mentre giocavo dentro di lei la sentivo che gemeva sempre di più, così spostai la mano che prima avevo su uno dei suoi capezzoli, sull'inguine, e cercai di aprirle sempre di più la figa in modo da avere più spazio per leccare. Leccai senza sosta mentre lei gridava già di piacere, sentivo che stava per venire, allora uscii la lignua fuori. Era tutta rossa in faccia, teneva gli occhi chiusi e la bocca aperta. Mi guardò e mi mise una mano sulla patatina, ci infilò un dito dentro e lo mosse avanti e indietro, mentre io gemevo. Infilò quattro dita dentro, e io venni proprio in quel momento. Lei uscì le dita soddisfatta e se leccò tutte. Volevo farla venire anch'io, così mi avvicinai, e le succhiai un capezzolo mentre con l'altra mano le toccavo la passera. Infilai prima due dita insieme, e lei gridò di piacere, poi un'altra e cominciai a muoverle, mentre succhiavo smepre con più forza. Dopo un quarto d'ora di succhiare e movimenti venen anche Lucia. Restammo nella vasca, abbracciate e nude, era il più bel giorno della mia vita.

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