La mia iniziazione

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  • Pubblicato: 06/02/2010
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Accese la luce e venne verso di me, senza dire niente mi mise una mano sulla figa e cominciò a sfregarla con forza.
Quando mi fui infradiciata per bene smise di strofinare e prese a dare degli schiaffetti, non molto forti.
Legata com' ero avevo la passera ben aperta e prendevo in pieno i suoi colpi.
Aumentò la forza degli schiaffi e presi a lamentarmi, lui non disse niente ma continuò a colpirmi. Provai a dire 'basta' ma la palla di gomma che avevo in bocca mi impediva di farmi capire.
Sentivo dolore ma anche piacere, non era male essere colpita a quel modo e lui doveva saperlo.
Dopo un pò, con una mano mi aprì le grandi labbra e con l'altra, prese a colpire il clitoride che era già un pò gonfio.
Ai primi schiaffi sentii solo un gran dolore, poi, piano piano scoprii anche il piacere e i miei lamenti diventarono gemiti.
Il mio clitoride era diventato bello duro e grosso e io godevo ad essere colpita proprio lì dalle mani grandi del mio padrone.
Ero bagnatissima, desideravo essere penetrata da lui, lo volevo, lo amavo già.
Lui mi accontentò, ma solo con le dita. Mi infilò un dito all'improvviso, tutto dentro fino in fondo facendomi sussultare e gemere, cominciò a muoverlo dentro, poi avanti e indietro velocemente. Sempre all' improvviso infilò un altro dito masturbandomi con forza e dopo quello ne infilò un altro ancora.
Andò avanti così per diversi minuti, spingendo le dita fino in fondo, muovendole all' interno e scopandomi forte con quelle mentre io gemevo di piacere.
Poi sfilò le dita e dopo avermi tolto la palla dalla bocca, me le fece leccare e succhiare.
"Senti il tuo sapore, leccati schiava, senti come hai goduto".
Succhiavo quelle dita intrise dei miei umori e mi piaceva, ma ancora più bello era l'onore di poter leccare la mano del mio padrone, quella stessa mano che mi punisce quando sbaglio.
Mi rimise la palla in bocca, mi diede altri colpi sulla figa e prese un frustino.

Mi spaventai un pò, come quando prima avevo visto la cintura, lui mi passò il frustino sul viso e sulle tette, lo fece scendere giù e con quello mi accarezzò la figa. Dopo qualche carezza sentii un colpo fortissimo sul clitoride, poi un altro e un altro ancora. Mi colpiva ancora più forte di come aveva fatto con la mano, sentivo la passera in fiamme, era troppo doloroso.
Iniziai a dimenarmi e a tentare di urlargli di smetterla ma non ci riuscivo, la palla mi impediva di parlare e le corde di muovermi e proprio il rendermi conto di non muovermi mi fece capire quanto in realtà fosse eccitante.
Poco alla volta mi abituai a quei colpi e la mia voce si smorzò per far spazio ai gemiti.
Del dolore che avevo sentito all' inizio non rimaneva che una piacevole sensazione, desideravo che continuasse ancora.
Ma il padrone decise che era abbastanza, mise via il frustino, mi tolse la palla dalla bocca e iniziò a slegarmi.
Il cuore mi batteva fortissimo, chissà cosa mi farà adesso, pensavo.

Mi lasciò le mani legate insieme e mi mise in ginocchio, mi prese per i capelli e mi sbattè la faccia sul suo cazzo duro ancora nei pantaloni.
A quel contatto mi eccitai ancora di più, il padrone aveva voglia di me, il suo uccello era durissimo, ne sentivo il profumo esaltante, lo volevo.
Si slacciò i pantaloni e lo tirò fuori. Finalmente potevo vedere il cazzo del mio padrone.
Di dimensioni piuttosto grosse era duro e tesissimo, potevo quasi vedere le pulsazioni di sangue che lo gonfiavano.
"Apri la bocca" mi disse.
Spalancai più che potei le labbra per accogliere il suo membro e mi feci avanti per inghiottirlo, ma lui mi bloccò.
"Ferma, non me lo devi succhiare, voglio fotterti in bocca".
Non capii bene cosa intendesse ma mi limitai a rimanere ferma con la bocca aperta.
Lui inserì il cazzo nella mia bocca, cercando di infilarmelo tutto dentro, ma un conato di vomito mi venne su, non riuscivo a prenderlo tutto, mi sarei soffocata, così lo risputai fuori.
Lui si arrabbiò moltissimo per questo e si mise a gridare. "Puttana! Ti ho detto che voglio fotterti in bocca! Non hai capito? Tieni aperta quella cazzo di bocca e basta! A questo solo mi servi!".
Gli chiesi scusa ma a lui non importò, mi prese la testa e me la tenne ben ferma, infilò di nuovo il cazzo nella mia bocca e lo spinse tutto fino in fondo.
Cercai di resistere e di respirare regolarmente col naso, sentivo che dovevo farlo uscire ma il padrone mi teneva ferma la testa e non potevo; con il cazzo ancora in bocca iniziai a tossire e la saliva prese a colarmi dalla bocca.
Il padrone fece uscire il cazzo e mi disse "Guardami in faccia mentre lo prendi in gola".
Alzai lo sguardo e lui rientrò nella mia bocca, questa volta fu meno difficile, mi accorsi che se piegavo il collo in un certo modo riuscivo a prendermelo tutto senza soffocare.
Quando lui si accorse che avevo imparato smise di tenermi ferma la testa con tutte e due le mani e me ne mise solo una dietro la nuca, poi con questa, cominciò a spingermi verso il suo cazzo.
Sentivo la sua cappella che mi sbatteva in gola ad ogni spinta e quel cazzo durissimo che mi riempiva tutta la bocca. Ripresi ad eccitarmi.
Strinsi le labbra attorno all' asta per assaporarlo meglio e dare maggior piacere al mio padrone, ma lui mi disse di non usare le labbra.
"Voglio solo il buco della tua bocca" precisò.
A quel punto capivo cosa significava 'fotterti in bocca' ed era bellissimo, godevo come se l'avessi avuto nella figa. Era stupendo sentire l' uccellone del mio padrone riempirmi la bocca e scoparmi con foga, sentire la sua mano che spingeva la mia testa per farselo prendere meglio.
Ogni tanto si fermava quando ce l'avevo tutto dentro e mi diceva di tirare fuori la lingua e leccare e io, con la bocca piena di cazzo leccavo quello che riuscivo, dato che non potevo arrivare lontano. Avrei voluto leccargli le palle ma non ci arrivavo.
Il mio padrone ansimava e per me era stupendo sapere che lo stavo soddisfando, il suo cazzo pulsava sempre di più e capii che stava per venire, infatti mi disse
"Prendi la sborra, bevila tutta, non farla cadere".
Mi diede qualche altro colpo forte in gola e poi sentii il suo liquido caldo colpirmi e inondarmi la bocca, mi affrettai ad ingoiarla tutta, attenta a non sprecarla per non far arrabbiare il mio padrone.
Fui molto brava perchè non ne cadde nemmeno una goccia.
Il mio padrone restò ancora qualche istante dentro di me, poi uscì e mi ordinò di pulirgli il cazzo.
Lo pulii benissimo, non era rimasto nemmeno il più piccolo residuo di sperma.

"Sei stata brava, devi fare così tutte le volte, devi berlo tutto. Però prima mi hai deluso, hai fatto uscire il mio cazzo dalla tua bocca e per questo devi essere punita".
Mi fece alzare e mi fece stendere a pancia in giù sopra una specie di panchetta imbottita.
Riprese la cintura e prima di iniziare disse "Sai cosa devi fare".
Capii che si riferiva al fatto che dovevo contare ogni colpo. "Sì, padrone".
E cominciò a colpirmi, questa volta più forte.
Iniziai a contare, sentivo un dolore insopportabile e un bruciore tremendo.
Mentre contavo mi lamentavo ma lui non si fermò finchè non mi ebbe dato 40 frustate.
"E' quello che ti sei meritata per esserti comportata male, dovresti ringraziarmi per questa punizione".
"Grazie padrone".
Mi venne vicino e mi tolse quella specie di maschera che mi aveva messo prima, poi mi disse di rimanere ferma...

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